Una domenica mattina come tante. Chiara e Valerio stavano uscendo dalla chiesa dopo la messa quando, in lontananza, hanno notato una persona a terra.
All’inizio hanno pensato potesse trattarsi di una semplice caduta. Ma avvicinandosi si sono accorti che la situazione era molto più grave: l’uomo era incosciente e non respirava.
In pochi secondi quella che sembrava una normale mattina si è trasformata in un’emergenza reale.
Ed è proprio in quei momenti che sapere cosa fare in caso di arresto cardiaco può fare la differenza.
Arresto cardiaco: riconoscere subito l’emergenza
Quando una persona perde conoscenza e non respira, è possibile che si trovi in arresto cardiaco.
In queste situazioni il cuore smette di pompare sangue e ossigeno al cervello e agli organi vitali. Senza intervento immediato, il danno può diventare irreversibile nel giro di pochi minuti.
Chiara e Valerio hanno capito subito che si trattava di una situazione grave.
Valerio ha immediatamente chiesto ad alcune persone presenti di chiamare 1-1-2, il numero unico per le emergenze.
Le persone a cui aveva chiesto aiuto erano però molto agitate e facevano fatica a comunicare con la centrale operativa. Così Chiara e Valerio hanno preso in mano la telefonata e hanno fornito tutte le informazioni necessarie.
Quando si chiama 1-1-2, la centrale operativa può:
- inviare i soccorsi
- dare istruzioni telefoniche
- guidare chi è presente nelle prime manovre salvavitA
Ogni secondo guadagnato è fondamentale.
Rianimazione cardiopolmonare: la prima manovra salvavita
Mentre una persona parlava con la centrale operativa, Valerio ha iniziato subito la rianimazione cardiopolmonare (RCP).
Sapeva cosa fare perché solo pochi giorni prima lui e Chiara avevano partecipato a una lezione del corso di Primo Soccorso per la popolazione organizzato da Salvagente Italia a Monza, proprio su questo tema.
La rianimazione cardiopolmonare consiste in compressioni toraciche ritmiche e profonde, che servono a mantenere il flusso di sangue verso cervello
In caso di arresto cardiaco, iniziare subito la RCP può aumentare significativamente le probabilità di sopravvivenza.
Poco dopo è arrivata anche un’altra persona formata che si è alternata con loro nelle compressioni, permettendo di continuare la rianimazione senza interruzioni.
Alternarsi è importante perché le compressioni richiedono energia e precisione.
Il defibrillatore DAE e la catena della sopravvivenza
Con l’aiuto di un terzo soccorritore, Valerio è corso a prendere il DAE (Defibrillatore Automatizzato Esterno) presente nel vicino campo da calcio.
Il defibrillatore è uno strumento che può analizzare il ritmo cardiaco e, se necessario, erogare una scarica elettrica per tentare di far ripartire il cuore.
Il dispositivo è progettato per essere utilizzato anche da persone non sanitarie: basta seguire le istruzioni vocali. Anche se non è possibile fare danni con il DAE, è fondamentale aver fatto un corso BLSD per utilizzarlo nel miglior modo possibile
Il DAE è stato applicato, ma in quel momento la scarica non è risultata erogabile.
La rianimazione cardiopolmonare è quindi proseguita senza interruzioni.
Questo passaggio rientra nella cosiddetta catena della sopravvivenza, composta da alcuni passaggi fondamentali:
- riconoscere l’arresto cardiaco
- chiamare subito 1-1-2
- iniziare la rianimazione cardiopolmonare
- utilizzare il defibrillatore DAE
- continuare le manovre fino all’arrivo dei soccorritori
Quando tutti questi passaggi avvengono nell’immediato, le probabilità di sopravvivenza aumentano.
Gestire la folla: quando le persone suggeriscono manovre sbagliate
Chiara e Valerio raccontano che una delle difficoltà maggiori è stata gestire le persone presenti intorno.
Molti, comprensibilmente scossi dalla situazione, si avvicinavano suggerendo manovre errate.
Tra i suggerimenti più comuni:
- girare la persona sul fianco
- cercare di “tirare fuori la lingua”
Sono indicazioni purtroppo ancora molto diffuse ma non corrette in caso di arresto cardiaco.
Quando una persona non è cosciente e non respira, la priorità è iniziare subito le compressioni toraciche.
Nonostante la pressione e la confusione intorno, Chiara e Valerio hanno continuato a fare ciò che avevano imparato durante il corso.
L’arrivo dei soccorsi
Quando l’ambulanza è arrivata sul posto, i soccorritori hanno preso il loro posto e collegato il defibrillatore in loro dotazione.
L’intervento è proseguito fino a quando il cuore dell’uomo colpito da arresto cardiaco è ripartito e lui è tornato cosciente.
L’equipaggio dell’ambulanza ha detto a Chiara e Valerio che avevano fatto un lavoro eccellente e che il loro intervento era stato fondamentale.
Senza la rianimazione iniziata subito, le probabilità di sopravvivenza sarebbero state molto più basse.
Il valore di ogni minuto guadagnato
Successivamente Chiara e Valerio hanno saputo che l’uomo è purtroppo deceduto qualche giorno dopo in ospedale.
Nonostante questo, sperano almeno che il loro intervento gli abbia permesso di avere più tempo.
Forse il tempo necessario per salutare i propri cari.
E spesso, in queste situazioni, anche questo fa una grande differenza.
Perché imparare il primo soccorso può salvare una vita
Questa storia dimostra una cosa molto semplice: imparare il primo soccorso è importante per tutti.
Chiara e Valerio non sono soccorritori professionisti.
Sono due cittadini che hanno deciso di partecipare a un corso.
E quando è stato necessario, hanno saputo intervenire.
Sapere cosa fare in caso di arresto cardiaco, come eseguire una rianimazione cardiopolmonare e come utilizzare un defibrillatore DAE può fare la differenza.
L’evento di Cinisello e la donazione di un defibrillatore
Questa storia è ciò che ha portato all’organizzazione di un evento a Cinisello, durante il quale verrà donato un defibrillatore DAE a Chiara e Valerio.
Saranno presenti all’evento e racconteranno la loro esperienza.
Un modo concreto per ricordare quanto sia importante diffondere la cultura del primo soccorso e rendere sempre più accessibili le competenze salvavita.
La missione di Salvagente Italia
Salvagente Italia lavora ogni giorno per diffondere conoscenze che possono salvare vite.
Attraverso corsi, eventi e attività di sensibilizzazione, l’associazione insegna alla popolazione:
- rianimazione cardiopolmonare
- utilizzo del defibrillatore
- gestione delle emergenze più comuni
Perché quando succede qualcosa, non sempre c’è un medico vicino.
Ma può esserci una persona formata.
E quella persona potresti essere tu.




