Si è conclusa da poco l’udienza preliminare che vede imputati i responsabili del centro “Aquaneva” di Inzago e il Parroco di Caravaggio, sotto processo per la morte della piccola Fatou Sarr.
La famiglia della giovane vittima, difesa dall’Avv. Francesco Giuseppe Vivone, dopo una lunga trattativa è stata risarcita dalle assicurazioni e non si è costituita parte civile, così da evitare lo strazio di dover rivivere il dolore per la morte della figlia.

Salvagente Italia ha deciso di costituirsi parte civile, richiesta che è stata accolta il 14 maggio 2026 dal GUP del Tribunale di Milano e per cui ringraziamo l’avvocatessa Zagni.
Come associazione siamo da sempre impegnati sui temi della sicurezza pediatrica e della prevenzione anche dell’annegamento.
Il caso di Fatou ci ha da subito colpito, dal giorno in cui siamo stati contattati, da una famiglia disperata per aver perso il suo bene più prezioso, che però non aveva i soldi per rimpatriare la salma.
Cosi siamo stati catapultati in questo ennesimo incidente pediatrico senza senso.
Dopo esserci occupati di trovare i fondi per accompagnare questa bimba nel suo ultimo viaggio, abbiamo però deciso che avremmo dovuto fare qualcosa in più.
Avremmo dovuto dare una svolta al tema sicurezza.

Da anni ci impegniamo con i cittadini, i genitori, i centri estivi per formare ed informare sui rischi connessi all’annegamento e a creare una cultura della prevenzione.
Va da sé che le storie come queste creano un grande danno al lavoro di sensibilizzazione sulla prevenzione dagli annegamenti; lanciano indietro di 10 anni il nostro lavoro, lo rendono vano.
L’unico modo di cambiare le cose, sia nella percezione del rischio degli adulti, che a livello legislativo, è accendere un faro che non si spenga più.
Il riconoscimento della piena legittimazione di Salvagente a costituirsi parte civile in questo processo è un primo passo importante; saremo al fianco della Procura della Repubblica con l’auspicio che possa essere ricostruita la dinamica della tragedia e tutte le omissioni che hanno portato alla morte della piccola Fatou.
Se verrà riconosciuto il danno subìto dall’associazione, il risarcimento verrà interamente utilizzato per le attività sociali e ci consentirà di moltiplicare gli sforzi contro l’annegamento pediatrico con progetti mirati.
