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Giovani e social: il 70% dei genitori non conosce le password dei figli

Negli ultimi giorni diversi quotidiani nazionali hanno riportato un dato che dovrebbe far riflettere ogni famiglia italiana: la maggior parte dei genitori non conosce le password dei dispositivi dei propri figli.

Ci hanno citato e ne abbiamo parlato con:

Il Messaggero | Leggi di più, clicca qui

Leggo | Leggi di più, clicca qui

Il Mattino | Leggi di più, clicca qui

Il Gazzettino | Leggi di più, clicca qui

Corriere Adriatico | Leggi di più, clicca qui

Quotidiano di Puglia | Leggi di più, clicca qui

Il tema è centrale: giovani e social network, genitori e responsabilità digitale.

Come Salvagente Italia lavoriamo da anni su prevenzione formazione al rischio.
E quello che emerge non è un problema tecnologico.
È un problema educativo.

Genitori e tecnologia: il rischio non percepito

L’82% degli italiani dichiara di non sentirsi preparato ad affrontare situazioni di rischio.
Questa impreparazione si riflette anche nell’educazione digitale.

Molti genitori:

  • non conoscono le password dei figli
  • non conoscono le piattaforme che utilizzano
  • non studiano i rischi digitali
  • confondono controllo e fiducia

La tecnologia oggi rappresenta un’emergenza educativa silenziosa.
Non produce effetti immediati e visibili, ma può generare danni profondi nel tempo.

Esposizione precoce agli schermi: cosa dicono i dati

I numeri sull’esposizione agli schermi sono allarmanti:

  • oltre 1 bambino su 6 tra 11 e 15 mesi è esposto almeno un’ora al giorno
  • nei bambini sotto i 13 anni, 30 minuti in più al giorno possono raddoppiare il rischio di ritardo del linguaggio
  • quasi la metà degli alunni di quarta e quinta elementare possiede uno smartphone

Le società pediatriche raccomandano zero schermi fino ai 2 anni e massimo un’ora al giorno successivamente.

La realtà, però, è ben diversa.

Adolescenza e social network: il vero problema

Non si tratta di demonizzare la tecnologia.

Il problema è che i genitori non studiano il fenomeno digitale.

Non conoscono le dinamiche di:

  • adescamento online
  • sexting
  • revenge porn
  • dipendenza da social
  • isolamento relazionale

Quando un adolescente finisce in un problema digitale, nella maggior parte dei casi la famiglia non ha strumenti adeguati per intervenire.

Il cellulare non è la causa. È la risposta.

Molti ragazzi trascorrono ore sui social network non per capriccio, ma per bisogno.

Il cellulare è spesso una risposta a:

  • solitudine
  • mancanza di dialogo
  • bisogno di riconoscimento
  • invisibilità sociale

Il fenomeno dei “pacchetti di follower” ne è la dimostrazione.

La generazione precedente chiedeva il motorino per sentirsi libera.
Oggi si cercano follower per sentirsi esistenti.

Conoscere le password dei figli è responsabilità, non controllo

Non conoscere le password dei figli non è un atto di fiducia.

È spesso una rinuncia al proprio ruolo educativo.

Fare il genitore nell’era digitale significa:

  • stabilire regole chiare
  • conoscere strumenti e piattaforme
  • accompagnare, non delegare
  • avere il coraggio di dire dei no

Se un ragazzo di 13-14 anni passa 6-8 ore al giorno sul cellulare, qualcuno glielo permette.

La responsabilità è adulta.

Il nostro impegno come Salvagente Italia

Da anni lavoriamo su formazione prevenzione dei rischi, inclusi quelli digitali.

L’educazione al rischio non è allarmismo.
È consapevolezza.

Il digitale è uno spazio reale.
E nello spazio reale servono competenze, presenza e guida.

La domanda finale

Non è: “È giusto o sbagliato dare il cellulare?”

La vera domanda è: “Sto facendo davvero il genitore nell’era digitale?”

Perché la tecnologia va governata.
E governare significa conoscere.

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Inoltre, non dimenticare di firmare la petizione per rendere il Primo Soccorso materia scolastica e per fare in modo che la formazione, compresa la disostruzione, sia obbligatoria nei corsi pre parto e per chi lavora con i bambini.