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Estate sicura: il vademecum di Salvagente per piscine, oratori e centri estivi

La sicurezza dei bambini in acqua passa prima di tutto dalla prevenzione, dalla consapevolezza e da una corretta organizzazione degli spazi e delle attività.

Per questo Salvagente Italia, in collaborazione con l’Avv. Francesco Giuseppe Vivone, ha realizzato Estate Sicura, un vademecum rivolto a gestori di piscine, centri estivi e oratori, con l’obiettivo di diffondere buone pratiche concrete per ridurre il rischio di annegamento in età pediatrica.

Un documento pensato per chi, ogni giorno, accoglie bambini e ragazzi in contesti ricreativi, sportivi ed educativi, soprattutto durante il periodo estivo, quando le attività in piscina e le uscite organizzate diventano più frequenti.

L’annegamento di un bambino non fa rumore

Uno degli aspetti più importanti da conoscere è anche uno dei meno intuitivi: l’annegamento non è quasi mai come lo immaginiamo.

Un bambino in difficoltà in acqua spesso non urla, non chiama aiuto, non agita le braccia in modo evidente. Può rimanere con la testa appena fuori dall’acqua, con la bocca a livello della superficie, oppure apparire immobile o in posizione orizzontale, come se stesse giocando o guardando il fondo.

Per questo la sorveglianza deve essere sempre attiva, ravvicinata e consapevole. Non basta “essere lì vicino”. Serve guardare davvero, riconoscere i segnali di pericolo e intervenire tempestivamente.

Il vademecum firmato da Salvagente Italia, in collaborazione con l’Avv. Francesco Giuseppe Vivoneri, ricorda inoltre che l’annegamento può avvenire anche in acqua bassa, in pochi centimetri, e che braccioli, salvagenti o altri supporti galleggianti non sono dispositivi di sicurezza: possono essere utilizzati solo sotto supervisione e non sostituiscono mai la presenza attenta dell’adulto.

Piscine sicure: organizzazione, formazione e responsabilità

Il documento dedica una parte importante alle piscine, sottolineando come il gestore assuma una vera e propria posizione di garanzia nei confronti degli utenti.

Questo significa che la sicurezza non può essere demandata soltanto ai genitori o agli accompagnatori, né risolta con semplici cartelli o avvisi. Ogni struttura deve adottare misure concrete, proporzionate al rischio specifico del proprio contesto: dimensione delle vasche, affollamento, profondità, presenza di bambini piccoli, organizzazione degli spazi e numero di bagnanti.

Tra le indicazioni operative contenute nel vademecum Salvagente:

  • Obbligo di giubbotto di salvataggio per i bambini sotto i 5 anni;
  • Contingentamento degli ingressi nei momenti di maggiore afflusso;
  • Numero adeguato di bagnini rispetto ai bagnanti e alle caratteristiche della vasca;
  • Separazione delle vasche per evitare che i bambini più piccoli accedano a zone troppo profonde o affollate;
  • Formazione BLSD per tutto il personale, non solo per i bagnini;
  • Presenza di uno o più defibrillatori in base alle dimensioni della struttura;
  • Sistemi di identificazione, come braccialetti colorati, in base ad altezza o capacità di nuoto;
  • Segnaletica chiara all’ingresso di ogni vasca, con indicazioni su profondità, età consigliata, eventuali criticità e necessità di dispositivi di galleggiamento.

La prevenzione passa anche dall’attenzione ai comportamenti: giochi pericolosi, tuffi non controllati, trattenere il respiro sott’acqua o immersioni prolungate devono essere intercettati e fermati subito.

Centri estivi e oratori: vigilanza attiva anche durante le gite in piscina

Anche chi organizza centri estivi, oratori e attività educative assume una responsabilità precisa nel momento in cui prende in affidamento un minore.

Per questo le uscite in piscina devono essere pianificate con grande attenzione, evitando improvvisazioni e gestendo il rischio in modo strutturato.

Il vademecum suggerisce, tra le altre cose, di organizzare le gite in piscina in modo scaglionato, con gruppi ridotti, un rapporto massimo di 1 adulto ogni 4 bambini durante la permanenza in acqua e animatori sempre presenti in vasca insieme al proprio gruppo.

Una proposta concreta è l’utilizzo di braccialetti colorati: ogni animatore indossa lo stesso colore dei bambini che deve sorvegliare, così da rendere immediata l’identificazione del gruppo e più efficace il controllo visivo.

Particolare attenzione deve essere dedicata ai bambini sotto i 5 anni e a chi non sa nuotare autonomamente, per i quali è previsto l’utilizzo del giubbotto di salvataggio in vasca. Fondamentale anche la formazione BLSD degli accompagnatori e la spiegazione preventiva delle regole di sicurezza prima di ogni attività o gioco.

La sicurezza è una responsabilità condivisa

Piscine, oratori, centri estivi, educatori, animatori, famiglie: la prevenzione dell’annegamento pediatrico riguarda tutti.

Ogni regola, ogni controllo, ogni scelta organizzativa può fare la differenza. Perché quando si parla di bambini e acqua, la sicurezza non può essere lasciata al caso.

Con “Estate Sicura”, Salvagente Italia vuole offrire uno strumento pratico e immediato, utile per aumentare il livello di attenzione e diffondere una cultura della prevenzione più forte, più consapevole e più condivisa.

Scarica e condividi il vademecum

Il vademecum Estate Sicura è disponibile per il download gratuito.

Scaricalo, leggilo e condividilo con gestori di piscine, responsabili di centri estivi, oratori, educatori, animatori, insegnanti, genitori e amici.

Diffondere buone regole significa contribuire concretamente alla sicurezza dei bambini.

Perché la prevenzione funziona solo se arriva a più persone possibile.

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