L’emergenza degli annegamenti in età pediatrica torna al centro dell’attenzione nazionale. In un approfondimento dedicato alla sicurezza di bambini e ragazzi durante l’estate, Mondo Sanità ha raccontato il progetto “Estate Sicura” di Salvagente Italia, il vademecum realizzato insieme all’Avv. Francesco Giuseppe Vivone per supportare piscine, centri estivi e oratori nella prevenzione degli incidenti in acqua. Un riconoscimento importante che conferma quanto informazione, formazione e prevenzione possano fare la differenza.
I dati ufficiali dell’Osservatorio Nazionale, presentati a metà 2026 dall’Istituto Superiore di Sanità, mostrano un quadro stabile ma drammatico: nel biennio 2024-2025 sono stati 604 gli annegamenti fatali in Italia. Una vera e propria emergenza che si ripete ogni estate, legata a distrazioni, spavalderia e sottovalutazione dei rischi.
La geografia del pericolo vede in testa alla triste classifica la Lombardia (90 casi), seguita da Veneto (73) e Toscana (52). I decessi si dividono quasi equamente tra il mare (281 casi) e le acque interne come fiumi e laghi (277 casi).
La svolta pratica: arriva il vademecum “Estate Sicura”
Di fronte a questi numeri, la prevenzione deve diventare concreta e collettiva. Per questo motivo Salvagente Italia, ha realizzato “Estate Sicura”, il vademecum operativo rivolto a chi gestisce piscine, centri estivi e oratori. L’obiettivo è diffondere buone pratiche immediate per azzerare o ridurre drasticamente il rischio di annegamento in età pediatrica, offrendo linee guida chiare a chi ha la responsabilità dei nostri figli durante i mesi più caldi.
Il “Feedback” dell’acqua: specchio di consapevolezza
C’è un principio fondamentale che ogni bagnante e ogni struttura dovrebbe ricordare: l’acqua non interpreta, restituisce solo un feedback. Questo elemento naturale non ha filtri: riflette esattamente il nostro stato di preparazione, la nostra prudenza o la nostra superficialità.
Affrontare l’acqua in sicurezza richiede quattro passaggi chiave:
- Consapevolezza: Riconoscere i propri limiti fisici e l’ambiente circostante.
- Chiarezza: Valutare i rischi reali senza farsi ingannare da false convinzioni.
- Feedback: Ascoltare i segnali del corpo e dell’acqua (fatica, correnti).
- Trasformazione: Cambiare comportamento in tempo per evitare la tragedia.

Chi rischia di più? Il fattore genere ed età
Il fenomeno dell’annegamento ha una connotazione nettamente maschile: ben l’80,7% delle vittime sono uomini (482 casi nel biennio). Tra i 15 e i 60 anni, muoiono in media ogni anno 106 maschi contro appena 17 femmine, spesso a causa di comportamenti spavaldi.
Le fasce d’età più colpite si concentrano ai due estremi:
- Over 65: rappresentano circa il 30% dei casi, stroncati soprattutto da malori in acqua (la causa principale in assoluto con il 44,9%).
- Under 24: pesano per il 23% sul totale. Nelle piscine, in particolare, i bambini e gli adolescenti pagano il prezzo più alto.
Il “killer silenzioso”: bastano pochi secondi
La cronaca parla chiaro: quasi sempre i bambini affogano perché sfuggono al controllo “per pochi istanti”. Una telefonata, un caffè o una chiacchierata possono essere fatali: in Italia muoiono in media 16 bambini (0-14 anni) ogni anno per queste distrazioni.
Un bambino non urla e non fa schizzi quando è in difficoltà: scompare sott’acqua in appena 20 secondi. Per questo gli esperti consigliano di nominare sempre un “sorvegliante dell’acqua” dedicato. Nelle piscine di casa o condominiali, l’uso di recinzioni azzera quasi totalmente la mortalità infantile.
Le regole d’oro dell’ISS per salvare una vita
Diminuire queste cifre è possibile seguendo poche e semplici indicazioni fornite dagli esperti dell’ISS:
- Rispetta la bandiera rossa: Nel 6% dei casi fatali l’allarme è stato ignorato. Fare il bagno col mare mosso mette a rischio te e i soccorritori.
- Attenzione ai fiumi: Circa 70 persone l’anno muoiono nelle acque interne per correnti forti, sponde scoscese e shock termico.
- Gestisci la corrente di ritorno: Se vieni spinto al largo, non nuotare mai contro corrente. Nuota lateralmente per uscire dal flusso e segnala la tua presenza.
- Mai tuffarsi alla cieca: Verifica sempre il fondale ed evita i tuffi di testa, che causano danni irreversibili alla colonna vertebrale.
- Zero alcol: Sostanze alcoliche e stupefacenti alterano i riflessi e aumentano esponenzialmente il pericolo.
- Non nuotare da solo: Avere qualcuno vicino garantisce un aiuto immediato o una segnalazione ai soccorsi.
- Scegli spiagge sicure: Nuotare vicino ai bagnini riduce drasticamente i rischi. Nelle spiagge libere, preferisci quelle gestite da enti che garantiscono sistemi di sicurezza.
